Tutti gli articoli di energiafelice

I Comuni sul Po: NO al nucleare!

Più di trecento persone hanno partecipato all’assemblea del Coordinamento anti-nucleare, indetta dal Comune di Viadana per concordare iniziative di contrasto e di protesta contro la realizzazione di una centrale nucleare. Al termine di oltre due ore di dibattito, è stata lanciata una bozza di documento, da sottoporre a tutti gli enti locali del Po, contenente proposte a 360 gradi (raccolte firme, incontri pubblici, sostegno alle fonti alternative, mozioni, manifestazioni). Leggi testo completo

Sole o petrolio per produrre il cibo?

Relazione di Mario Agostinelli al seminario “Cibo e sostenibilità ambientale”, Milano – 6 novembre 2010

1. I CONFLITTI

Oggi c’è un conflitto molto acuto per la destinazione ad usi energetici di Terra, Acqua e Foreste. Si trascura abitualmente l’implicazione energetica della produzione di cibo, in particolare quello legato all’allevamento. Non esiste al riguardo “narrazione” adeguata. Ad esempio, l’abbattimento di foreste per produrre energia, ha l’effetto di rilasciare in atmosfera carbonio che altrimenti sarebbe sequestrato, in modo non molto diverso da quello che si ha con l’estrazione e la combustione di combustibili fossili. Le bioenergie possono ridurre l’anidride carbonica atmosferica, se le piante e il suolo riescono ad assorbire più anidride carbonica di quella che avrebbero assorbito senza le bioenergie stesse. In alternativa, le bioenergie possono essere prodotti con residui vegetali, che si sarebbero altrimenti decomposti, rilasciando carbonio in atmosfera. Che il suolo e le piante sequestrino carbonio supplementare per compensare le emissioni della combustione di biomassa, dipende dal tasso di crescita delle piante e dell’assorbimento del carbonio nella biomassa e nel suolo. D’altra parte, l’abbattimento di foreste per produrre energia, sia per bruciare il legno direttamente nelle centrali o per sostituire la foreste con colture bioenergetiche, ha l’effetto di rilasciare in atmosfera carbonio che altrimenti sarebbe sequestrato, in modo non molto diverso da quello che si ha con l’estrazione e la combustione di combustibili fossili. Questo crea un debito di carbonio, può ridurre l’assorbimento di carbonio da parte della foresta, e possono quindi aumentare le emissioni nette di gas serra per un lungo periodo di tempo prolungato, incompatibile con gli obiettivi di riduzione indicati per i prossimi decenni. La lezione è che ogni legge o regolamento volto a ridurre le emissioni di gas serra, deve includere una differenziazione delle emissioni da bioenergia in base all’origine della biomassa. Leggi testo completo

Giovani Democratici lombardi sul nucleare

Nucleare? Le bugie di Formigoni e la scommessa mancata delle energie rinnovabili

Il neo-ministro Paolo Romani rimette in pista la questione di una centrale nucleare in Lombardia. Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, si dice disponibile. Ma, non è lo stesso Roberto Formigoni che in campagna elettorale aveva dichiarato: “Il nucleare? Mai in Lombardia.”? Proprio lui. E oggi, a urne chiuse e comodamente insediato sulla più alta poltrona, ha cambiato idea. Leggi testo completo

Foto dai banchetti

Nella nostra pagina di Flickr abbiamo inserito alcune foto scattate al Convegno “Cibo e sostenibilità ambientale” che si è tenuto questa mattina al Palazzo Reale di Milano. Tra i firmatari di oggi: Domenico Finiguerra, il prof. Giorgio Ferrarese, Marialina De Luca e altri.

Vi invitiamo a mandare le vostre foto dai banchetti e dai presidi a info@energiafelice.it per documentare lo spendido lavoro di sinergia che state svolgendo. Leggi testo completo

“Cibo e sostenibilità ambientale” a Milano

Sabato 6 novembre, Palazzo Reale, Milano

Intervento di Gianni Tamino, Università di Padova

La “rivoluzione verde” ha comportato oltre ad un incremento di produttività anche un notevole aumento dei consumi di acqua e di energia in agricoltura.
Secondo Giampietro e Pimentel (1993), la “rivoluzione verde” ha aumentato in media di 50 volte il flusso di energia rispetto all’agricoltura tradizionale e nel sistema alimentare degli Stati Uniti sono necessarie fino a 10 calorie di energia fossile per produrre una caloria di cibo consegnata al consumatore.
I maggiori consumi di energia e acqua riguardano la produzione di prodotti animali, soprattutto negli allevamenti intensivi, dove gli animali sono alimentati con mangimi a base di soia e mais, spesso OGM. Per esempio, una porzione di cane è stata ottenuta con una quantità di cereali e legumi sufficienti per alimentare 8-10 persone.
Mettere in discussione l’agricoltura industriale richiede la messa in discussione di tutto il modello economico, fondato sull’illusione che le risorse del pianeta siano infinite.
La felicità, che dovrebbe essere l’obiettivo di una società umana solidale, non dipende da quanto si consuma, ma dalla possibilità di soddisfare i bisogni essenziali, tra cui quello di convivenza, di convivialità, di vivere bene insieme con gli altri. È evidente che, se qualcuno consuma troppo, inevitabilmente una gran parte di esseri umani non ha accesso ai consumi essenziali, come l’acqua e il cibo, e quindi si crea una condizione di pesante ingiustizia. Leggi testo completo