Archivi categoria: Fonti fossili

Sequestrata la centrale a carbone di Vado Ligure

Intorno alle 13 di oggi i carabinieri sono entrati nella centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure e Quiliano e l’hanno posta sotto sequestro per attuare l’ordinanza del Giudice delle indagini preliminari, Fiorenza Magni,  che prevede lo spegnimento dei gruppi a carbone e il commissariamento della centrale Leggi testo completo

Petrolio, gas e fracking disegnano il futuro nero dell’Italia – due video di Mario Agostinelli

Mercoledì, in coincidenza con la Giornata Mondiale dell’Ambiente, il Consiglio Regionale della  si è riunito per  verificare la fattibilità di trivellazioni esplorative finalizzate all’implementazione di un progetto di estrazione di metano nel comune di Arborea (Oristano).

Le trivellazione ad Arborea rappresenterebbero solo la fase iniziale del più ampio “Progetto Eleonora”, permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi rilasciato il 18 dicembre 2009 dalla regione Sardegna alla società Saras s.p.a., di proprietà della famiglia Moratti. L’area di ricerca si estende per 44.300 ettari all’interno della provincia di Oristano. Il Progetto Eleonora se implementato, porterebbe a nuove trivellazioni in un territorio ricco di biodiversità, rappresentando quindi un’ipoteca sull’economia e sull’ambiente di uno dei paradisi terrestri presenti in Sardegna. Leggi testo completo

Le risposte di ENEL (elusive) agli azionisti critici

Nel 2012 il 31% dei 295,8 TWh di energia elettrica prodotti da Enel è venuto dal carbone, con una crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente. Più carbone soprattutto in Italia, tanto che nel mix dell’azienda è passato dal 34,1% del 2010 al 48,4% nel 2012, crescendo di oltre il 14,3%. Nel solo 2009 il carbone Enel ha emesso 888 tonnellate di PM10, 19.825 di NOx, 24.033 di SOx e 27,7 milioni di tonnellate di CO2, inquinamento che tradotto in danni economici fa 1,7 miliardi di euro, di cui 840 milioni di costi esterni per inquinamento, 932 per la CO2 e 3,5 milioni di danni diretti all’agricoltura. Ci sono poi i danni sanitari: gli impianti Enel, con il loro inquinamento, in quell’anno secondo gli studi commissionati da Greenpeace avrebbero provocato 366 morti premature (si veda studio). Se si considerano i piani di espansione dell’azienda, con le centrali a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro, in futuro si potrebbe arrivare anche a sfiorare i 500 casi di morti premature all’anno. Leggi testo completo

No ai sussidi per le centrali a combustibili fossili

Con il Decreto sviluppo, LEGGE 7 agosto 2012 , n. 134 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese. Pubblicato sulla GU n. 187 del 11-8-2012) all’art. 34 comma 7 bis è stato introdotto un meccanismo di incentivazione alla produzione di energia elettrica mediante fonti fossili, già definito “capacity payment”.
Il meccanismo, su cui doveva esprimersi l’autorità per l’energia elettrica ed il gas entro 90 giorni, mira a remunerare la capacità di generazione elettrica da fonti fossili installata, a fronte di un calo della domanda interna di energia elettrica e a causa della crescita della produzione di elettricità da rinnovabili.
La motivazione sarebbe quella di remunerare un presunto servizio di “flessibilità” garantito dalle centrali convenzionali, in realtà è contestato dal settore fotovoltaico e da varie associazioni non solo in quanto sottrae denaro pubblico alle rinnovabili ed al risparmio energetico, ma anche in quanto costituisce un indebito sussidio a investitori privati del settore energetico.
La causa principale di questa situazione risiede nella sovraccapacità elettrica italiana ( abbiamo una potenza elettrica installata doppia rispetto al fabbisogno di punta), determinatasi per cause derivanti da politiche industriali errate da parte delle SPA del settore, che hanno previsto una crescita continua dei consumi e che ora vorrebbero far pagare le proprie scelte industriali errate ai cittadini e alle aziende clienti con un nuovo onere in bolletta. Leggi testo completo

Il gas che cuoce il pianeta ma salva gli USA dalla Cina

di Mario Agostinelli – Il Fatto Quotidiano 21 dicembre 2012

In una serie di documentati articoli sulle pagine di Repubblica, Federico Rampini espone la strategia degli Stati Uniti guidati da Obama per mantenere l’egemonia geopolitica e militare a fronte dell’impetuosa crescita cinese. Parte decisiva di questa strategia è rappresentata dal progetto diestrazione di gas (e petrolio) dagli scisti bituminosi (shale gas), che porterebbe Usa e Canada a soppiantare il primato nelle fonti fossili dei Paesi Arabi e della Russia e a determinare così un confronto diretto nella competizione economica con Pechino da posizioni di forza. Leggi testo completo