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Il nucleare è un suicidio

A sostegno della campagna di raccolta firme una vignetta inviataci da Vauro, che ringraziamo sentitamente.

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Il nucleare è un suicidio

Nucleare in Lombardia: grazie, Formigoni! Grazie, Lega!

Da consigliere regionale tastavo il polso della coalizione Formigoni-Lega ad ogni passaggio che riguardasse la localizzazione di nuove centrali in Lombardia. Gli ineffabili titolari del governo lombardo assicuravano che non avrebbero mai consentito un reattore in “Padania”: al massimo, se il governo l’avesse richiesto, ne avrebbero appoggiata la costruzione, ma “lontano dal Po”. Non perché credessero alla sacralità del fiume, ma perché, più prosaicamente, nessuno vorrebbe avere a che fare vicino a casa con possibili incidenti catastrofici, rilasci radioattivi nascosti, piani di evacuazione, scorie micidiali e ineliminabili per 100.000 anni e, soprattutto, dirlo ai propri elettori. Leggi testo completo

Centrali nucleari in Lombardia? Reazioni

Il neoministro allo Sviluppo Romani giudica molto probabile la costruzione in Lombardia di “almeno” una delle centrali nucleari previste. Riferisce poi che per convincere le popolazioni ad accettare l’atomo in casa si farà ricorso al “metodo francese”: offrire incentivi ai Comuni che si candidano ad ospitare gli impianti. Leggi testo completo

A qualcuno piace caldo

Mentre il pianeta continua a surriscaldarsi, l’Italia si avvia a fare l’ennesima brutta figura in materia di politiche climatiche. Nelle ultime dichiarazioni di Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, l’Italia sembra avviata a “tirare il freno” all’azione europea volta a ridurre le emissioni che surriscaldano il pianeta. In discussione c’è l’aumento delle riduzioni dei gas serra, dal 20% al 30% entro il 2030. L’aumento dell’impegno europeo al 30% ha almeno tre motivi. Leggi testo completo

Intervento di Serge Latouche a Parma. Decrescita: una soluzione alla crisi

Buongiorno a tutti e tutte.
Dopo il 16 settembre 2008 e la caduta della Lehman Brothers, è più difficile dire che c’è una buona notizia nel mondo. Quella cui abbiamo assistito, era solo la prima fase della crisi e subito dopo è arrivata una seconda fase perché la governance mondiale non è stata cambiata né a livello internazionale né nazionale. Hanno salvato la finanza, hanno speso una somma astronomica (23mila miliardi di dollari) per salvare l’economia. E poi è iniziata la fase dell’austerità. Oggi purtroppo assistiamo alla rivincita, alla rinascita dei banchieri. Una società che vive di crescita la cosa peggiore che possa accadere è non crescita. Ma oggi è la realtà. I governo obbedienti alle ingiunzioni dei mercati finanziari hanno deciso di far pagare ai popoli il salvataggio delle banche. La situazione della Grecia ne è un esempio evidente. Leggi testo completo