Articolo da Il Fatto Quotidiano

FACCIAMO DERAGLIARE IL TRENO DEL NUCLEARE

dal Blog di Mario Agostinelli

È partito il treno del nucleare”, titolava giorni fa un giornale aziendale dell’Enel. Per la verità, più che un treno lo definirei una littorina, ma avendo il governo approntato un solo binario (non sono ammessi contradditori alla comunicazione filo-nucleare) il rischio che arrivi a destinazione traballante e con macchinisti inesperti – tipo l’ancor ambizioso Veronesi alla guida dell’Agenzia – è più che reale. Bisogna allora che ci si doti di una strategia comunicativa adeguata, sapendo che il Cavaliere farà di tutto per “convincere gli Italiani” che guardano le sue televisioni. Innanzitutto, bisogna non essere ripetitivi e non dar nulla per scontato, oltre a delineare alternative desiderabili. Così, di tanto in tanto, su questo blog riprenderò distinti argomenti su cui sembra concentrarsi la ricerca di consenso per il cosiddetto Rinascimento (!) nucleare. Oggi mi vorrei concentrare sulle ragioni politico-culturali del rilancio dell’atomo e sulla propaganda bugiarda sulla riduzione dei costi e delle bollette elettriche che ci regaleranno i megareattori francesi. Leggi testo completo

Evento e raccolta firme a Milano

Martedì 26 ottobre 2010ore 20.30
presso Il Negozio Civico “ChiAmaMilano” –
Largo Corsia dei Servi, 11 Milano (MM San Babila)

MARIA GRAZIA CUTULI. IL PREZZO DELLA VERITA’

di L.S. Battaglia, M.Scanni, A. Trivellini

Tre anni di ricerche, decine di interviste, un lavoro di inchiesta lungo e dettagliato. Il documentario biografico “Maria Grazia Cutuli. Il prezzo della verità”, racconta, con materiali unici e mai visti, la vita e la morte di Maria Grazia Cutuli.La Cutuli, giornalista del Corriere della Sera, è stata uccisa in Afghanistan, il 19 novembre 2001, sulla strada da Jalalabad a Kabul. Il video raccoglie le testimonianze dei colleghi, degli amici e dei familiari che hanno vissuto con la giornalista gli ultimi momenti della sua esistenza, prima della tragica morte.Il risultato è un ritratto ancora mai visto della giornalista, in un documentario che si avvale di forme diverse di linguaggio: dalla fotografia al video, fino al racconto radiofonico. “Il documentario – proseguono gli autori – mette a confronto le differenti versioni dei testimoni che hanno vissuto accanto a Maria Grazia gli ultimi drammatici momenti primadell’agguato”. Fra gli intervistati anche l’allora direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli e gli inviati Lorenzo Cremonesi e Andrea Nicastro. Leggi testo completo