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Cibo e sostenibilità ambientale (video)

Il video con interviste e interventi effettuati durante il Convegno “Cibo e sostenibilità ambientale” (Milano, Palazzo Reale – 6 novembre 2010).

Web radio “Articolo1” su energie rinnovabili

Da Viadana: buone notizie

Da Il Fatto Quotidiano, 11 novembre 2010

Più di trecento persone hanno partecipato all’assemblea del Coordinamento anti-nucleare, indetta dal Comune di Viadana martedì scorso, per concordare iniziative di contrasto e di protesta contro l’annunciata realizzazione di un reattore atomico sul territorio mantovano. “Siamo in tanti, e stiamo lanciando un messaggio d’amore per il territorio con la nostra volontà di tutelarlo”, ha detto il sindaco di Viadana. “Il nostro no è trasversale e democratico, per dimostrare che i cittadini non vogliono l’atomo”, gli ha fatto eco il sindaco di Casalmaggiore. “I Comuni credono nella possibilità dell’autosostentamento energetico, ma il patto di stabilità impedisce di investire ad esempio negli impianti fotovoltaici. Voglio, allora, che le rinnovabili siano incentivate e i limiti di spesa riguardino invece i costruttori di centrali”, ha insistito il primo cittadino di San Benedetto Po. “Riconquistiamoci il Po, poiché il governo saggio delle acque e non il loro sfruttamento è fattore di sviluppo”, ha concluso il sindaco di Suzzara. Mancavano i rappresentanti della Lega Nord, i “tutori del territorio” secondo una vulgata che andrebbe sfatata, forse ancora impegnati nei riti vuoti dell’ampolla con un liquido trasparente da non lasciar scorrere, ma da trasportare blindato dal Monviso all’Adriatico. Leggi testo completo

Sole o petrolio per produrre il cibo?

Relazione di Mario Agostinelli al seminario “Cibo e sostenibilità ambientale”, Milano – 6 novembre 2010

1. I CONFLITTI

Oggi c’è un conflitto molto acuto per la destinazione ad usi energetici di Terra, Acqua e Foreste. Si trascura abitualmente l’implicazione energetica della produzione di cibo, in particolare quello legato all’allevamento. Non esiste al riguardo “narrazione” adeguata. Ad esempio, l’abbattimento di foreste per produrre energia, ha l’effetto di rilasciare in atmosfera carbonio che altrimenti sarebbe sequestrato, in modo non molto diverso da quello che si ha con l’estrazione e la combustione di combustibili fossili. Le bioenergie possono ridurre l’anidride carbonica atmosferica, se le piante e il suolo riescono ad assorbire più anidride carbonica di quella che avrebbero assorbito senza le bioenergie stesse. In alternativa, le bioenergie possono essere prodotti con residui vegetali, che si sarebbero altrimenti decomposti, rilasciando carbonio in atmosfera. Che il suolo e le piante sequestrino carbonio supplementare per compensare le emissioni della combustione di biomassa, dipende dal tasso di crescita delle piante e dell’assorbimento del carbonio nella biomassa e nel suolo. D’altra parte, l’abbattimento di foreste per produrre energia, sia per bruciare il legno direttamente nelle centrali o per sostituire la foreste con colture bioenergetiche, ha l’effetto di rilasciare in atmosfera carbonio che altrimenti sarebbe sequestrato, in modo non molto diverso da quello che si ha con l’estrazione e la combustione di combustibili fossili. Questo crea un debito di carbonio, può ridurre l’assorbimento di carbonio da parte della foresta, e possono quindi aumentare le emissioni nette di gas serra per un lungo periodo di tempo prolungato, incompatibile con gli obiettivi di riduzione indicati per i prossimi decenni. La lezione è che ogni legge o regolamento volto a ridurre le emissioni di gas serra, deve includere una differenziazione delle emissioni da bioenergia in base all’origine della biomassa. Leggi testo completo