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Post referendum: la speranza che si riorganizza

Qualche pensiero su un referendum perso, su quelli da vincere, sulla speranza che si riorganizza

a cura di Daniele Barbieri

La pessima notizia è nota. Renzi e gli altri “unti” – di petrolio – hanno vinto. Una vittoria sulla specifica e piccola questione del referendum ma anche sulla simbologia del piccolo Davide popolare che, senza tv e giornali, aveva la presunzione di sconfiggere il grande Golia dei Palazzi. Brutta botta, inutile girarci intorno. Leggi testo completo

Dopo il Referendum

a cura di Andrea Fontana

Paolo Pileri, docente del Politecnico di Milano ed editorialista per Altreconomia ha commentato i risultati del referendum scrivendo tra l’altro: “occorre al più presto immaginare come impostare una nuova narrazione ambientale decisamente diversa da ieri, perché quella non ha funzionato. Occorre trovare modo di spiegare che con ambiente e sostenibilità si lavora, si fa società, si cresce, si mitigano le disuguaglianze e si migliora. Ovviamente occorre investire molto, molto di più, in cultura ambientale”. Leggi testo completo

Risultati del Referendum

Il risultato del referendum è così sconsolatamente rilevante per l’impegno profuso a molti livelli – e tra questi anche quello della nostra Associazione Energia Felice – da richiedere una attenta valutazione anche a più voci, critiche, realisticamente propositive, ma non banalmente oscillanti tra il riconoscimento tardivo (e servile) dell’astuzia di Renzi e la accettazione di una partecipazione  irreversibilmente meno attiva dei cittadini ad una democrazia da tempo in svuotamento. Pubblicheremo più interventi e diverse opinioni. Leggi testo completo

Referendum: le trivelle in mare vengono da lontano

dal Blog di Mario Agostinelli

logo-il fatto quotidiano 2015Nel gennaio del 1988, il manifesto pubblicava un articolo scritto da Attilio Tronconi, ricercatore della Asea Brown Boveri e dal sottoscritto, allora segretario della Cgil Lombardia contro un progetto dell’Enel per costruire una centrale off-shore da 2500 MW al largo delle coste emiliane nell’Adriatico. Questa storia delle trivelle in mare, per cui andremo a votare il 17 aprile, ha alle spalle antenati ben irresponsabili, politicamente e economicamente egemoni prima dei referendum sul nucleare e la cui eredità perdura nei governi attuali, nonostante le formali adesioni di premier e ministri agli obiettivi della recente conferenza di Parigi. Leggi testo completo