Archivi categoria: Impatto energetico

24 maggio: Giorno del Sovrasfruttamento ecologico dell’Italia

Il 24 maggio è il Giorno del Sovrasfruttamento ecologico dell’Italia: la data in cui le risorse naturali del nostro pianeta si esaurirebbero se tutti vivessero come gli italiani

Il Global Footprint Network e la Fondazione Monte dei Paschi di Siena lanciano il Footprint Calculator italiano.

Secondo i dati del Global Footprint Network, un’organizzazione internazionale di ricerca ambientale se tutta la popolazione mondiale avesse lo stesso stile di vita e gli stessi consumi degli italiani, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra cadrebbe il 24 maggio.

Il “Giorno del Sovrasfruttamento della Terra” indica per ogni anno la data in cui l’umanità ha finito di consumare tutte le risorse che il nostro pianeta è in grado di produrre in quell’anno: questi calcoli sono basati sull’indicatore ambientale detto “Impronta ecologica”.
L’Impronta ecologica misura la domanda annuale dell’umanità di risorse naturali e può essere confrontata con la biocapacità, che misura la capacità della Terra di rigenerare tali risorse in un anno.
Il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra per l’Italia è calcolato attribuendo l’Impronta ecologica di un Italiano medio a tutta la popolazione mondiale e quindi confrontandola con la biocapacità globale. Leggi testo completo

Termovalorizzazione ed economia circolare, audizione in Senato

a cura di Roberto Meregalli – Roma, 14 giugno 2017

Audizione XIII Commissione del Senato in merito all’atto comunitario n. 316 (Termovalorizzazione ed economia circolare)

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INDICE

    • Il ruolo della termovalorizzazione nell’economia circolare
    • La termovalorizzazione è…
    • Situazione attuale raccolta rifiuti in Italia
    • Compostaggio e trattamento anaerobico
    • Incenerimento
    • Direzione da imboccare
    • Aumentare la digestione anaerobica
    • Contribuendo a decarbonizzare i trasporti
    • Aumentare la trasformazione di rifiuti in materie prime
    • Ridurre le quantità di FORSU «circolante»
    • Prevenire: Ridurre le quantità di rifiuti di plastica
    • Aumentando la raccolta differenziata viene meno la necessità di incenerimento
    • Tariffazione puntuale
    • Incenerimento come pratica residuale
    • In Lombardia riteniamo sia necessario chiudere alcuni impianti e abbandonare progetti di TLR dipendenti
    • Leggi testo completo

  • Energia, non solo una partita tra Enel e Eni, tra Starace e Calenda

    dal blog di Mario Agostinelli

    logo-il fatto quotidiano 2015Il nuovo amministratore delegato dell’Enel Francesco Starace, in una audizione al Senato nell’ottobre del 2014 (l’audizione si tenne il 15 ottobre) sostenne che Enel doveva chiudere senza esitazioni ben 25 mila MW di centrali termoelettriche a seguito di un eccesso di offerta di elettricità, il calo dei consumi, l’aumento della generazione rinnovabile. Interessante notare che il suo predecessore, Fulvio Conti, in una audizione in senato, solo due mesi prima (il 26 marzo 2014), non aveva fatto alcun accenno a future dismissioni. Il processo prevede il confronto con tutti i soggetti presenti sui territori interessati. Si profila così la opportunità di un nuovo paradigma per l’energia che comprenda prodotti e servizi per l’efficienza energetica, la gestione intelligente dei consumi e soluzioni per la mobilità sostenibile. Leggi testo completo

    La rivoluzione Enel

    Enel chiude 23 centrali e le riconsegna al territorio: una occasione straordinaria per il paese di recuperare aree progettandone nuovi usi.

    a cura di Roberto Meregalli

    rivoluzione-enel

    Con l’avvento di Francesco Starace alla guida di Enel (maggio 2014), la politica dell’ex monopolista elettrico ha subito una decida sterzata. Il nuovo amministratore delegato, in una audizione al Senato nell’ottobre dello stesso anno, spiegò che in uno scenario così rivoluzionato, come quello della generazione elettrica, Enel doveva chiudere senza esitazioni ben 25 mila MW di centrali termoelettriche, divenute ormai una zavorra difficile da sostenere. Leggi testo completo

    Calo delle energie rinnovabili in Italia. Perché?

    a cura di Mario Agostinelli e Roberto Meregalli

    logo-il fatto quotidiano 2015Nell’indice Recai relativo al 2015 (Renewable Energy Country Attractiveness Index) la produzione delle rinnovabili nel mondo risulta in netta crescita, con una sorprendente eccezione dell’Europa. Nella classifica mondiale solo la “testarda” Germania difende il quinto posto, mentre scivolano in basso Francia (ottava), Regno Unito (tredicesimo), Olanda (diciassettesima), Belgio (ventesimo). L’Italia non scivola perché sprofonda al ventiseiesimo posto (eravamo al quinto nel 2012!). Leggi testo completo