Archivi categoria: Rigassificatori

Ancora incentivi ai rigassificatori?

I nuovi rigassificatori potrebbero avere l’incasso quasi totalmente garantito dalle nostre bollette. Avrebbero cioè diritto a un rimborso pari fino al 71% della loro capacità nel caso non riuscissero a vendere tutto il gas previsto. Una sentenza del Tar Lombardia sull’impianto di Livorno riporta in vita quell’aiutino che era stato escluso nell’autunno del 2012. Alessandro Codegoni qualenergia.it 10 luglio 2013  

A volte ritornano. No, non parliamo di mostri horror, che del resto non tornano in seguito a sentenze del Tar, ma degliincentivi per i rigassificatori, che esclusi nell’autunno 2012 adesso rientrano in gioco grazie a una sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia.

I rigassificatori sono quegli impianti che riportano a gas il metano liquefatto, proveniente da paesi non collegati direttamente a noi con i gasdotti. La loro presenza consente di differenziare l’offerta di gas, di abbassare i prezzi e di sopperire ad eventuali blocchi sui condotti. Del perché in Italia abbiano avuto finora poca fortuna, nonostante il nostro paese, per gli alti consumi di metano e la dipendenza dai gasdotti, sia uno di quelli che ne avrebbe più bisogno,  e di cosa si sia fatto per attirarne l’installazione, abbiamo parlato ampiamente in un nostro articolo (QualEnergia.it, Quel regalo ai rigassificatori fatto coi soldi nostri). Leggi testo completo

Per un modello energetico sostenibile e distribuito, per un mondo senza nucleare.

UN NUOVO MODELLO ENERGETICO PER IL LAVORO, LA  RICERCA, LA SALVAGUARDIA DEL CLIMA, A DUE ANNI DALLA VITTORIA AL REFERENDUM CONTRO IL NUCLEARE

Presentazione dell’Appello unitario di esponenti del  mondo scientifico, del  lavoro,  dell’ambientalismo, della società civile.

Si terrà lunedì 24 giugno, alle ore 11.30, presso l’auletta del CIRPS, piazza S. Pietro in Vincoli 10, a Roma, una conferenza stampa convocata dal comitato “Si alle energie rinnovabili NO al nucleare”, nella quale sarà presentato l’appello “Per un modello energetico sostenibile e distribuito, per un mondo senza nucleare”. Leggi testo completo

Le risposte di ENEL (elusive) agli azionisti critici

Nel 2012 il 31% dei 295,8 TWh di energia elettrica prodotti da Enel è venuto dal carbone, con una crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente. Più carbone soprattutto in Italia, tanto che nel mix dell’azienda è passato dal 34,1% del 2010 al 48,4% nel 2012, crescendo di oltre il 14,3%. Nel solo 2009 il carbone Enel ha emesso 888 tonnellate di PM10, 19.825 di NOx, 24.033 di SOx e 27,7 milioni di tonnellate di CO2, inquinamento che tradotto in danni economici fa 1,7 miliardi di euro, di cui 840 milioni di costi esterni per inquinamento, 932 per la CO2 e 3,5 milioni di danni diretti all’agricoltura. Ci sono poi i danni sanitari: gli impianti Enel, con il loro inquinamento, in quell’anno secondo gli studi commissionati da Greenpeace avrebbero provocato 366 morti premature (si veda studio). Se si considerano i piani di espansione dell’azienda, con le centrali a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro, in futuro si potrebbe arrivare anche a sfiorare i 500 casi di morti premature all’anno. Leggi testo completo

I rigassificatori con i nostri soldi

di Alessandro Codegoni su qualenergia.it –

14 gennaio 2013

Nella storia energetica italiana, compare ogni tanto una “manina” misteriosa che ritocca le leggi per dare una mano alle varie lobby, contro i loro possibili competitori. Basti ricordare l’aggiunta della parola “assimilabili” alla legge sulCip6 del 1992, che ha portato a sprecare decine di miliardi in aiuti a fonti “finto-rinnovabili” (ma, stranamente, contro quello scandalo non si levarono voci indignate, come accade oggi per gli incentivi alle rinnovabili …), o gli emendamenti conosciuti come “Salva Alcoa” 1 e 2, che hanno favorito un piccolo numero di proprietari di impianti fotovoltaici a danno del resto del settore e dell’interesse comune.
Recentemente si è venuto a sapere di un’altra discutibile iniziativa legislativa del genere che, potenzialmente, ha rischiato di costarci molto, molto salata. Leggi testo completo