Nell’economia delle miniere non è tutto oro quel che luccica

di Daniela Patrucco

Le popolazioni amazzoniche indigene proteggono e conservano le foreste. Il forte legame tra un popolo indigeno e il suo territorio e il rispetto fondamentale che le comunità indigene hanno verso gli ecosistemi da cui dipendono sono fattori chiave per mantenere la ricchezza ecologica delle terre indigene. L’America Latina è la più grande riserva di minerali metallici in tutto il mondo. I più ambiti sono oro e argento ma tantissime sono le risorse del sottosuolo la cui estrazione mette a repentaglio enormi aree, che garantiscono la sopravvivenza stessa del Pianeta. La resistenza delle popolazioni locali e indigene alle violazioni ambientali è causa della delocalizzazione forzosa di intere comunità, di violenze di ogni genere nei confronti dei giovani e delle donne, di crimini e persecuzioni ai danni degli attori sociali. Nonostante tutto, c’è una resistenza determinata e vitale, nonviolenta, creativa e propositiva, che si alimenta di sempre nuove energie. Una resistenza che riflette sull’inopportunità di depredare e svendere le risorse naturali del sottosuolo e si chiede cosa succederà quando queste risorse saranno esaurite?

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Expo 2015, considerazioni sul Protocollo Milano, Capitale del Cibo

di Antonio Lupo

Al Convegno CIBO E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE del 6 Novembre 2010 – nel corso della Tavola Rotonda “Milano Sostenibile” Giuseppe Sala, Amministratore Delegato Expo 2015 disse:

“ …. non mi convince l’impostazione iniziale  data ad Expo troppo agreste, troppo verde…. bisogna fare qualcosa  che vada nell’ottica di attirare l’attenzione di 20 milioni di visitatori.

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EXPO: LETTERA APERTA

EXPO: LETTERA APERTA

 Alle Autorità

e p.c. agli esperti invitati all’incontro istituzionale di Milano.

Allo stato attuale la produzione agricola mondiale potrebbe facilmente sfamare 12 miliardi di persone……. si potrebbe quindi affermare che ogni bambino che muore per denutrizione oggi è di fatto ucciso”

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Petrolio a gogo’ e lavoro usa e getta

di Mario Agostinelli

C’è una relazione tra un presunto ritorno del petrolio ai fasti economici di inizio ’900 e la riduzione dei lavoratori a pura merce? Credo di sì, almeno nella testa di chiunque trasforma in valore economico ogni relazione e per profitto degrada natura e lavoro. Quanto sia illusoria questa pretesa di ritorno a duecento anni fa’, lo dimostra la “guerra del prezzo del petrolio” che agita i mercati con le sue mille inquietanti contraddizioni.

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Chi influenza il prezzo del petrolio?

di Roberto Meregalli

Il petrolio non è una commodity particolare, è la numero uno perché il mondo in cui viviamo è scaturito dal suo sfruttamento; una società ed una economia si sviluppano sopra ad una piattaforma energetica ed il capitalismo moderno poggia sul petrolio.

Uno degli eventi più rilevanti del 2014 è stata la caduta del suo valore avvenuta nel secondo semestre. Più che il termine caduta andrebbe utilizzato quello di “crollo”, poiché dal valore di 116,7 dollari al barile di giugno 2014 si è passati al valore di 58 dollari l’ultimo giorno dell’anno. Nei primi giorni del 2015 la discesa non si è arrestata sfondando la soglia dei 50 dollari.

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