Elezioni ed energia: che cosa rispondono le forze politiche?

Il Coordinamento FREE, la neonata “associazione delle associazioni” delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, ha sottoposto 15 domande alle forze politiche che si confronteranno nella imminente tornata elettorale.  Qui le domande e sotto i link ai documenti (pdf) con le risposte, in ordine cronologico.

Qui sotto il commento della redazione di qualenergia.it alle risposte.

Le 15 proposte/tematiche sollevate dal Coordinamento sono abbastanza specifichee tecniche: si va dagli obiettivi vincolanti sull’energia al 2030, all’introduzione della carbon tax con contestuale eliminazione degli incentivi alle fonti fossili, fino a questioni più tecniche come l’eliminazione dei registri e delle aste per gli impianti a rinnovabili e l’innalzamento dello scambio sul posto fino ad 1 MW.

Insomma, domande e proposte su provvedimenti concreti, che lasciano ai politici meno possibilità di svicolare, anche se, come si vede leggendo le risposte, l’evasività comunque non manca. Dunque qual è la forza politica più amica delle rinnovabili?Non si può certo avere la risposta sulla base di queste dichiarazioni di intenti, ma  qualche idea ce la possiamo fare.

Ad esempio sugli obiettivi al 2030 proposti da FREE e coerenti con le indicazioni contenute nelle roadmap europee: consumi ridotti del 15% rispetto gli attuali e rinnovabili  al 30% del fabbisogno (per arrivare al 50-75% nel 2050). Il PD li condivide esplicitamente, PDL, lista Monti e Fare no, mentre Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento 5 Stelle li giudicano addirittura troppo poco ambiziosi e propongono di fare di più.

In generale comunque, come c’era da aspettarsi trattandosi di promesse elettorali, tutti i partiti, sembrano abbastanza accomodanti con le richieste del mondo delle rinnovabili: anche il documento del PDL – che nella sua passata azione di Governo non ha certo aiutato le rinnovabili –  ne condivide gran parte. Oltre all’ultra liberista Fare di Giannino, che vorrebbe che la politica energetica la decidesse quanto più possibile il mercato, la lista Monti sembra essere l’unica forza politica che già in queste dichiarazioni pone ostacoli importanti allo sviluppo delle rinnovabili.

Il documento della lista del premier continua a ripetere la parola d’ordine che abbiamo visto accompagnare i duri, e soprattutto improvvisi, colpi che ha inflitto al mondo dell’energia pulita in questi mesi di governo, quinto conto energia in primis: che il supporto alle rinnovabili sia “economicamente sostenibile” e che l’integrazione di queste nel sistema avvenga “in modo controllato e regolato”.

Cosa significa nella pratica? Facciamo l’esempio di una questione tecnica ma molto importante affinché l’energia verde diventi competitiva: l’estensione dello scambio sul posto ad impianti fino al megawatt senza novità penalizzanti (come introdurre il pagamento degli oneri di sistema per l’energia scambiata) e il completamento della normativa sui SEU. Mentre le altre forze si dichiarano sostanzialmente d’accordo con la proposta FREE, la lista Monti è l’unica a dire esplicitamente che vorrebbe che anche l’energia da rinnovabili prodotta e consumata dietro al contatore nei SEU o scambiata virtualmente tramite lo SSP partecipasse al pagamento degli oneri generali di sistema.

Tuttavia sappiamo che le risposte alle 15 domande FREE hanno un valore solo relativo nel far capire quale forza si batterà di più per promuovere l’energia pulita, ma qualche indicazione su chi ha più paura dello sviluppo spinto di un nuovo modello energetico la intravediamo.

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