Entro giugno il referendum contro il nucleare

Nell’allegare la dichiarazione di Alfiero Grandi a nome del comitato nazionale che ha raccolto 110.000 firme per la legge di iniziativa popolare sulle energie rinnovabili, anticipiamo la necessità di operare il cambio di passo verso l’appuntamento referendario anche per il nostro Comitato Lombardo Energia Felice. Presto comunicheremo la data di convocazione di una riunione allargata per strutturare la nostra presenza nella campagna che si apre. Intanto invitiamo tutti quelli che si sono attivati per la raccolta firme nei territori a partecipare alla riunione nazionale del 22 gennaio 2011.

Mario Agostinelli e Alfonso Navarra

Dichiarazione di Alfiero Grandi, presidente del comitato nazionale No nucleare Si rinnovabili

La Corte ha deciso e quindi entro il 15 giugno si voterà per abrogare la legge con cui il Governo sta tentando di reintrodurre il nucleare in Italia. Il referendum è stato promosso dall’Italia dei valori ma in realtà è il frutto di un lavoro comune che era arrivato fino a concordare il testo del quesito referendario. Ora occorre recuperare l’errore di averlo voluto promuovere in solitudine perchè ormai il quesito è un patrimonio di tutti e occorre superare al più presto malumori che ci sono stati a fronte della decisione dell’Idv. La questione nucleare è troppo importante per essere trattata con ripicche o malumori. Ormai il referendum ci sarà e occorre cercare di vincerlo insieme agli altri ammessi, con particolare riguardo all’importantissima questione di mantenere l’acqua come bene pubblico. Occorre unità contro il tentativo di reintrodurre il nucleare in Italia e per aprire la strada ad un forte rilancio del risparmio energetico e per le energie da fonti rinnovabili come del resto propone la legge di iniziativa popolare che il nostro Comitato ha già depositato alla Camera dei deputati con il sostegno di 110.000 firme.

Deve essere fermata anche la costosa e insinuante campagna elettorale anticipata e di parte che hanno promosso Enel ed altre aziende con spot televisivi e spazi sui giornali, con il beneplacito del Governo. Ora debbono pronunciarsi gli elettori e quindi da ora la Commissione parlamentare di vigilanza e la Presidenza Rai debbono garantire parità di condizioni.

Il nucleare è una scelta sbagliata, costosa, pericolosa come dimostra l’ennesimo incidente avvenuto in Niger e di cui pochissimi hanno parlato: Incidente che ha devastato un territorio con 200.000 litri di fanghi radioattivi fuorusciti che hanno creato un’autentica catastrofe. La campagna per abrogare la legge sarà l’occasione per mettere in guardia le italiane e gli italiani contro i pericoli del nucleare su cui finora c’è stata una voluta sottovalutazione. Non sarà facile perchè occorre portare a votare la metà degli elettori e tuttavia l’acqua come bene pubblico e il no al nucleare possono farcela.

7 pensieri su “Entro giugno il referendum contro il nucleare”

  1. Sono felice di queste belle notizie!! A presto per far radicare, sbocciare e fiorire tutte le iniziative e la partecipazione necessaria per vincere il/i referendum contro nucleare e per l’acqua bene comune, e per sostenere la nostra bellissima legge per le energie rinnovabili e per l’efficienza energetica. Confermo di partecipare all’assemblea di Roma di sabato prossimo 22 gennaio.
    Cari saluti, Massimo

  2. ARTICOLO

    Birol: “Ma non rinunciamo al nucleare ora è sicuro e il più economico di tutti”
    La Repubblica – Affari Finanza – PATRIZIA FELETIG

    L’INTERVISTA
    La cura per il pianeta è una radicale trasformazione del settore elettrico nel prossimo quarto di secolo. È il messaggio che lancia Fatih Birol, capo economista dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, di fronte all’impegno di riduzione del 20% della CO2 al 2020 sottoscritto a Copenhagen. «Abbiamo elaborato tre scenari: Current Policies non prevede cambiamenti rispetto alle attuali politiche energetiche. New Policies prevede invece la graduale attuazione degli impegni annunciati per ridurre i gas serra. E lo Scenario 450 , per i climatologi imprescindibile, che manterrà la concentrazione atmosferica di CO2 sotto le 450 parti per milione, condizione per calmierare l’aumento della temperatura. Indispensabile è la decarbonizzazione del settore elettrico che produce il 40% delle emissioni di anidride carbonica». Qual è la ricetta? « Efficienza, rinnovabili, nucleare. Dopo il 2020 carbone pulito. Sul gas, anche se è il meno inquinante tra i fossili, non punterei perché rischia di drenare risorse da altri progetti di energie pulite com’è accaduto negli Usa. Il vantaggio del gas non è destinato a durare per le fluttuazioni di prezzo e l’introduzione di una tassa sulla C02. È come sottoscrivere un mutuo a tasso variabile». Nello Scenario 450, secondo lei il migliore, il nucleare diventa la prima fonte al mondo per la generazione elettrica. Perché tanta certezza? «Il nucleare non riceve sussidi finanziari perché in linea di massima è già competitivo. Dipende dalle regioni e dai livelli di prezzo delle altre fonti per la generazione elettrica. Nella maggioranza dei casi la competitività del nucleare aumenta negli anni. Da sempre tutte le fonti energetiche hanno in determinati periodi ricevuto incentivi: le rinnovabili, alle quali comunque è sensato rivolgersi, ne avranno bisogno per 100 miliardi l’anno per i prossimi 25 anni. Se i programmi di decarbonizazione del settore elettrico fossero più stringenti, e i segnali di prezzo conseguenti a queste decisioni, il nucleare registrerebbe un aumento di capacità in Europa. Nello Scenario 450 la quota del nucleare nel mix di generazione complessiva dell’Ue aumenta fino al 33% del totale al 2035». La Cina, già in pole position nell’eolico e solare, potrebbe essere all’avanguardia anche nel nucleare? «La Cina ha come obiettivo raggiungere una capacità installata nel 2020 di circa 70 GW, superiore a quella odierna di una nazione tradizionalmente nucleare come la Francia. La tumultuosa crescita economica comporterà un’altrettanto forte domanda di energia che la Cina intende soddisfare con il massiccio ricorso a tecnologie low-carbon . Oltre al nucleare, installerà 330 GW di eolico e 100GW di solare. Sono previste 8.5 milioni di macchine elettriche al 2035. La Cina ricoprirà un ruolo chiave nello sviluppo di tecnologie energetiche pulite con potenziale beneficio anche per gli altri paesi».

    Foto: Faith Birol, capo economista dell’Aie

  3. faremo il referendum sul Nucleare, ma ancora nessuno ne parla…nè in tv, nè nei giornali, nè alla radio…. perchè tutto tace??
    dobbiamo diffondere la verità sul nucleare.. e distogliere l’attenzione della gente dalle promesse e falsità dette dal governo…

  4. Perchè nessuno parla del referendum contro il nucleare? E spiega che non e affatto un energia sicura e a basso costo che ci libera dalla dipendenza energetica da altri paesi, quando questo non è vero, perche il cumbustibbile sembre lo dovremo acquistare da altri paesi, questi certamente non faranno prezzo di favore. ABBIAMO SOLE VENTO E ANCHE GRADIS PERCHE NON LO SFRUTTIAMO?
    FORSE PERCHE I PALLONI GONFIATI DELLA POLITICA CON IL SOLARE E L’EOLICO HANNO POCO DA GUADAGNARE RISPETTO A UNA CENTRALE NUCLEARE CHE CI VUOLE 10 ANNI PER COSTRUIRLA, POI CON IL LUCROSO COMMERCIO DELLE SCORIE.

  5. Egregi Signori soltanto nelle recente trasmissione “che tempo che fa” sono venuto a conoscenza del prossimo referendum per votare sulle energie rinnovabili e dalle mie esperienze di vita mi rendo perfettamente conscio che dopo aver conosciuto il brevetto Giant sul numero 218 del mensile FOCUS tramite Internet ho avuto molte informazioni che oltre il rifiuto del nucleare ritengo utili a far uscire dal letargo intellettuale i vari responsabili alla ricerca di energie rinnovabili che pensano soltanto a finanziare l’eolico ed il fotovoltaico. Poiché già in diverse nazioni europee si stanno sviluppando le ricerche per sfruttare al meglio le onde marine e lacustri per ricavere energia ed acqua potabile, dal mio punto di vista l’Italia con circa 7500 km di costa (isole comprese) avrebbe una risorsa energetica fondamentale per ridurre l’acquisto di petrolio ed evitare anche le previste centrali nucleari. Vedere su internet: http://www.rinnovabili.it/elettricità-dalle-onde-con-il-rivoluzionario-giant. Se il generatore Giant che, come indicato dalle informazioni avrebbe già dovuto effettuare le sue prove pratiche nei comuni di Venezia e Caorle all’inizio del 2011 l’esito sarebbe una conferma che le onde funzionano sempre per produrre energia 24 ore al giorno per tutto l’anno. Potete confermarmi che tutto questo è stato già realizzato con esito o soltanto rinviato? Poiché anch’io sono depositario di un brevetto con qualche simile caratteristica che molti esperti ritengono forse anche più innovativo mi ritengo molto interessato a conoscere tutti gli sviluppi del generatore Giant. In attesa di una Vs. risposta anticipatamente ringrazio e distintamente saluto. Giorgio Borello

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