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Le risposte di ENEL (elusive) agli azionisti critici

Nel 2012 il 31% dei 295,8 TWh di energia elettrica prodotti da Enel è venuto dal carbone, con una crescita del 6,6% rispetto all’anno precedente. Più carbone soprattutto in Italia, tanto che nel mix dell’azienda è passato dal 34,1% del 2010 al 48,4% nel 2012, crescendo di oltre il 14,3%. Nel solo 2009 il carbone Enel ha emesso 888 tonnellate di PM10, 19.825 di NOx, 24.033 di SOx e 27,7 milioni di tonnellate di CO2, inquinamento che tradotto in danni economici fa 1,7 miliardi di euro, di cui 840 milioni di costi esterni per inquinamento, 932 per la CO2 e 3,5 milioni di danni diretti all’agricoltura. Ci sono poi i danni sanitari: gli impianti Enel, con il loro inquinamento, in quell’anno secondo gli studi commissionati da Greenpeace avrebbero provocato 366 morti premature (si veda studio). Se si considerano i piani di espansione dell’azienda, con le centrali a carbone di Porto Tolle e Rossano Calabro, in futuro si potrebbe arrivare anche a sfiorare i 500 casi di morti premature all’anno. Leggi testo completo

È allarme sussidi… ma per le energie fossili!

Discrasie post-elettorali. La corazzata giornalistico-economica nostrana, il Sole24Ore, titola oggi che «La prima fonte di energia sarà il gas o il fotovoltaico. Un rapporto Shell delinea due future alternative» ma è «Allarme sussidi. L’Earth Policy Institute sottolinea che i combustibili fossili godono di aiuti pubblici tre volte superiori alle energie alternative». Poche pagine dopo, un pezzo dal tono assai perplesso annuncia «Rinnovabili, 10 miliardi di incentivi»: ossia, quelli conteggiati dal Gse (in un anno) e investiti per lo diffusione delle fonti energetiche rinnovabili nel nostro Paese. «Allarme sussidi» in che senso, dunque? Qualcosa non torna. Leggi testo completo

Il gas che cuoce il pianeta ma salva gli USA dalla Cina

di Mario Agostinelli – Il Fatto Quotidiano 21 dicembre 2012

In una serie di documentati articoli sulle pagine di Repubblica, Federico Rampini espone la strategia degli Stati Uniti guidati da Obama per mantenere l’egemonia geopolitica e militare a fronte dell’impetuosa crescita cinese. Parte decisiva di questa strategia è rappresentata dal progetto diestrazione di gas (e petrolio) dagli scisti bituminosi (shale gas), che porterebbe Usa e Canada a soppiantare il primato nelle fonti fossili dei Paesi Arabi e della Russia e a determinare così un confronto diretto nella competizione economica con Pechino da posizioni di forza. Leggi testo completo

In Italia 9 miliardi di finanziamenti pubblici al petrolio

di Veronica Caciagli – da qualenergia.it

Secondo Fatih Birol, chief economist dell’International Energy Agency, “a causa dei sussidi alle fonti fossili, l’energia è venduta sottocosto in molte parti del mondo, portando a sprechi nei consumi e volatilità dei prezzi. Mette a rischio anche la competitività delle rinnovabili.” Le stime IEA affermano che nel 2011 i sussidi a carbone, petrolio e gas sono stati pari a523 miliardi di dollari, in crescita rispetto ai 409 miliardi del 2010. Eppure già nel 2009 gli Stati del G20 si erano impegnati, a Pittsburgh, di ridurre e gradualmente eliminare i sussidi alle fonti fossili. Leggi testo completo