Archivi categoria: Politiche

NIENTE DI QUESTO MONDO CI RISULTA INDIFFERENTE

Laudato Sì – Un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale, in libreria dal 25 maggio 2020

La lezione della pandemia

Questa crisi potrebbe essere l’inizio di una riconciliazione degli esseri umani con il vivente, del lavoro con l’ambiente, del consumo con la pietà, del desiderio con il senso del limite. Una grande presa di coscienza di uomini e donne, perché non è dalle concentrazioni del potere che possiamo aspettarci una via d’uscita, ma dalla forza con cui organizzazioni, società civile, sindacati e movimenti prenderanno la strada dell’autoeducazione, dell’autoformazione, della responsabilità. Leggi testo completo

Condividi

Presidio per Mimmo Lucano l’11 giugno a Milano

Milano scende in piazza: l’11 giugno alle 17.30 tutti alla Prefettura!

 

Il prossimo 11 giugno inizierà a Locri il processo contro Mimmo Lucano. In contemporanea con la manifestazione organizzata dal Comitato Undici Giugno davanti al tribunale di Locri e con i Presìdi in tante città d’Italia, il Comitato Undici Giugno milanese, insieme a tante realtà cittadine, lancia un Presidio davanti alla Prefettura (incrocio corso Monforte – Via Vivaio).

Nonostante il ridimensionamento delle accuse da parte del GIP prima e della Cassazione poi, nonostante la sentenza del TAR che reintegra Riace nel sistema SPRAR, Mimmo Lucano deve affrontare un processo per associazione a delinquere, truffa ai danni dello stato e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Dopo gli attacchi incrociati che si sono abbattuti sull’esperienza di Riace, i lunghi mesi di un esilio anomalo, l’impossibilità di partecipare alla campagna elettorale, prende ora il via un processo in bilico fra l’abnormità delle accuse e l’insussistenza di fatti realmente accaduti.

E’ l’ultimo atto del tentativo esercitato da pezzi dello stato e del governo di demolire l’esperienza di Riace, esempio di resistenza e solidarietà in una terra difficile come la Calabria, strangolata dalla criminalità organizzata, dove si è cercato di creare in modo concreto un equilibrio fra accoglienza, integrazione e sviluppo locale, rispettoso dell’ambiente, capace di creare posti di lavoro in un paese abbandonato. E del tentativo di perseguitare Mimmo Lucano in quanto artefice di questa esperienza, diventata ormai per tanti, in Italia e all’estero, un simbolo di umanità.

Ma non illudiamoci. Anche se le accuse più gravi sono già state sconfessate dalla stessa magistratura, il processo di Locri non si giocherà su eventuali errori amministrativi che potrebbero essere stati commessi. Sarà un processo politico contro la solidarietà e, in questo senso, non riguarderà solo Lucano, né solo la Calabria, ma tutti noi che di Lucano condividiamo lo spirito di solidarietà e di umanità, il rispetto dei diritti umani e delle persone.

Questo processo è una questione nazionale che ci riguarda tutti. Per questo dobbiamo mobilitarci tutti a fianco di Mimmo Lucano.

Comitato Undici Giugno Milano – Presidio per Mimmo Lucano: Restiamo Umani! con il Comitato Nazionale – Comitato Undici Giugno

Insieme a ASGI, NAGA, Osservatorio Solidarietà, ADIF, Festival Diritti Umani, I Sentinelli, Caritas Ambrosiana zona sesta, Camera del Lavoro di Milano, CNCA Lombardia, Associazione Laudato Si’, Costituzione Beni Comuni, Cantiere-Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano e provincia, Rete No ai CPR, Giuristi democratici, Scuola Antonino Caponnetto, Energia Felice, Puntorosso, Coordinamento delle scuole milanesi per la legalità e la cittadinanza attiva, Medicina Democratica, Comitato Milanese Acquapubblica, Osservatorio democratico delle nuove destre, RiMaflow, Fuorimercato-autogestione in movimento, Associazione Milano in Comune, Samia-Insieme per l’Uguaglianza, Osservatorio democratico delle nuove destre, Pressenza, PRC- Federazione di Milano, Odv Comitato quartieri case popolari Calvairate Molise Ponti, Associazione Dimensioni Diverse Onlus Baggio…

Condividi

La malattia del clima e la non cura della politica

dal blog di Mario Agostinelli

logo-il fatto quotidiano 2015Questa volta voglio prenderla alla larga visto che la crisi del rapporto tra politica e società viene sempre svelata ex-post; come una sorpresa superiore alle previsioni dei politici!

La dodicesima notizia più censurata negli Stati Uniti riguarda il problema della fine dei combustibili fossili. “Vivremo se l’80% dei combustibili fossili rimarrà sottoterra”, dice l’Ipcc report, ma gli americani e il resto del mondo non lo devono sapere. E, d’altro canto, di cosa discutono Matteo Salvini e Luigi Di Maio nelle loro apparizioni televisive? Hanno forse rimesso in discussione che l’Italia debba mirare ad essere l’hub del gas d’Europa e che la Sardegna debba essere metanizzata a suon di navi metaniere e rigassificatori?

Ma, davvero, se si escludono eccezioni, la questione del clima può essere sempre più impunemente travolta dalle corporation dei tubi e delle trivelle, dagli interessi finanziari delle multinazionali, da politiche neocolonialiste e dalle manovre di guerra? Sulla rivista After oil, Bill McKibben ha scritto che, per quanto riguarda il cambiamento climatico, il problema essenziale non è “industria contro ambientalisti o repubblicani contro democratici. Sono le persone contro la fisica“. Per questo motivo, i tipici compromessi e compensazioni offerti nella maggior parte dei dibattiti pubblici non funzioneranno abbastanza, perché “è inutile fare pressioni con la fisica”. E, al riguardo, la critica di Bill alla concorrenza, che il gas porta all’espansione delle rinnovabili è molto dura. La parola d’ordine del movimento dello scienziato statunitense “lasciamo sotto terra l’80% delle riserve di carbone, petrolio e gas” è stata censurata e fatta sparire da tutti i media internazionali, escluso il Guardian che l’ha invece ripresa con risalto.

L’invito di McKibben quindi, pur ragionevole ed essenziale, non muove fremiti quanto gli scandali della nomenclatura romana. Dice con naturalezza che “con alternative a combustibili fossili ormai sempre meno costose, per vincere non abbiamo bisogno di questa ostinata lotta per sempre tra climalteranti e sopravvivenza. D’altra parte, se possiamo tenere a bada lo sviluppo dei combustibili fossili (gas compreso!) “per qualche altro anno (…) avremo reso irreversibile la transizione verso l’energia pulita, il 100% di rinnovabili”.

A sostegno di questa scelta e di un percorso realizzabile entro il 2050, in La festa è finita, 

Richard Heinberg esamina tre livelli ragionevoli e praticabili di intervento anche in una fase di crisi Leggi testo completo

Condividi