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Le comunità dell’energia di Livio de Santoli

“Cerchiamo di immaginare centinaia di milioni di uomini che producono la propria energia verde nelle proprie abitazioni, negli uffici, nelle fabbriche, e la condividono reciprocamente in un Internet dell’energia, nello stesso modo in cui condividiamo informazioni online… In un mondo verde e sostenibile, ogni regione viene trasformata in uno spazio sociale, economico e politico altamente integrato… un ecosistema autosufficiente e sostenibile, che sappia produrre gran parte dell’energia di base, dell’alimentazione e della fibra necessarie alla popolazione… Nel XXI secolo, migliaia di biosfere regionali saranno interconnesse da una indivisibile rete energetica… che attraverserà i continenti, permettendo ad ogni nodo della biosfera di condividere i surplus e di colmare i deficit…” (dall’introduzione di Jeremy Rifkin).

Nel suo libro, Livio de Santoli propone “un modello energetico che è anche modello economico e sociale” basato “sulla conoscenza e non sul consumo, sull’attività e non sulla passività, sul sentimento di inadeguatezza del presente…”; rimandando alle necessarie “decisioni politiche ormai non più procrastinabili “ e alle “responsabilità individuali” si chiede: “ma siamo davvero ancora disposti a delegare, come sempre, in un campo che può invece vederci protagonisti?”.

Un sociologo un po’ sognatore? De Santoli è ingegnere, ordinario di Fisica tecnica ambientale alla Sapienza di Roma; è responsabile per l’energia dello stesso ateneo che, a partire dal 2006, si è dotato di una “rete di teleriscaldamento che fa capo a 24 sottostazioni termiche” e “24 cabine di media/bassa tensione per una potenza di trasformazione installata di circa 12 MW”… La Città Universitaria della Sapienza a Roma è una città nella città, costituita da circa un milione di metri cubi tra uffici, aule, dipartimenti, laboratori, con cinquantamila persone che studiano, lavorano, transitano ogni giorno.”

De Santoli dunque ha già sperimentato la sua proposta del “sistema a isola” e dei “distretti energetici” che sarebbero in grado “di utilizzare al meglio le risorse energetiche disponibili, eliminando gli sprechi” che “attualmente, nelle grandi centrali termoelettriche” sono quantificabili “fino al 50% dell’energia potenzialmente presente nel combustibile”. Si tratta di energia che “viene dispersa in ambiente sotto forma di calore, e questo perché tali impianti sono lontani dai centri abitati e dai centri di consumo”. Come per il settore agroalimentare, De Santoli ripropone anche per l’energia il modello “a chilometro zero” e la costituzione di “comunità dell’energia”.

Con Jeremy Rifkin ha partecipato alla stesura di un Master Plan per l’Energia a Roma e ha impostato il Piano d’azione per l’Energia Sostenibile di Roma per il periodo 2011-2020. Poiché “l’obiettivo di Roma è di installare 1GWp di fotovoltaico… che significa il 15% del fabbisogno elettrico della città e quasi il 40% del fabbisogno del milione di famiglie presenti in citta…”, ha dovuto affrontare la problematica dell’inserimento di pannelli fotovoltaici in aree a vincolo architettonico, culturale e paesistico. Al proposito è interessante la descrizione di dettaglio dell’intervento di copertura fotovoltaica dell’aula Nervi.

Un libro che si legge d’un fiato, anche per i non addetti, con un mix di “visione” sociologica e prospettica ben ancorato alla “tecnica” e documentato dalla “pratica”. Non addetti? “Ma siamo davvero ancora disposti a delegare, come sempre, in un campo che può invece vederci protagonisti?”.

di Daniela Patrucco

 

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Retenergie, intervista (video)

Durante l’assemblea annuale della cooperativa Retenergie che si è svolta il 22 ottobre 2011 a Reggio Emilia intervista a Marco Mariano sugli scopi di questo progetto.

Retenergie Società Cooperativa nasce il 19 dicembre 2008 a Fossano (Cuneo) per iniziativa di un gruppo di persone impegnate nel campo delle autoproduzioni di energia da fonti rinnovabili. L’idea alla base della Cooperativa consiste nel produrre energia rinnovabile da impianti di produzione a basso impatto ambientale attraverso la forma dell’azionariato popolare (come allargamento dell’esperienza “Adotta un kw” promossa da Solare Collettivo).

La sfida progettuale è includere gli utilizzatori finali di energia, chiudendo un circolo virtuoso che parte dalla produzione arrivando fino al consumo. Essa costituisce un’opportunità economica dalla forte connotazione ideale per chi è attento a problemi ambientali e sociali quali inquinamento, limitatezza delle risorse, equità nella loro distribuzione. La forma scelta è la cooperativa perchè gli obiettivi devono essere coerenti con i mezzi utilizzati per raggiungerli: partecipazione, autogestione, solidarietà. Sono benvenute proposte e critiche, per condividere il cammino: la cooperativa è un’impresa che si costruisce insieme strada facendo.

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8 novembre: Seminario a Rimini

UN NUOVO MODELLO ENERGETICO DI TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: COME RILANCIARE L’ECONOMIA LOCALE COMBATTENDO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Un nuovo modello energetico distribuito e interattivo è oggi possibile. Le tecnologie energetiche rinnovabili, l’idrogeno, le smart grids, le costruzioni a energia positiva, permettono oggi di realizzare una vera e propria INTERNET dell’energia che conferisce un nuovo protagonismo agli enti locali e alla piccola e media impresa territoriale, per un rilancio di un sistema produttivo. Si tratta di un nuovo modello energetico ad alta intensità occupazionale, che crea ricchezza distribuita e posti di lavoro. Questo processo è già cominciato con i social network, le comunicazioni mobili e diffuse, l’economia di rete, che hanno reso le comunicazioni interattive e distribuite. In convergenza con un modello energetico altrettanto interattivo e distribuito permette a ciascuno di produrre e scambiare energia in rete, così come internet permette di scambiare informazioni. Ma la transizione verso questo nuovo scenario energetico può essere rallentata o accelerata a seconda della consapevolezza e della capacità proattiva con cui gli organismi pubblici e gli enti locali riusciranno a tradurlo in politiche sul territori, elaborando piani energetici locali che rispondano al le indicazioni provenienti dall’Europa.

La città di Rimini nel contesto delle strategie energetiche europee, si deve interrogare sul proprio futuro energetico: entro quanti decenni potremo esser “post carbon”? quali sono le tappe intermedie in questo processo? quali metodi di programmazione locale bisogna adottare? Quali interventi concreti? In quali settori? Come integrare le politiche energetiche di lungo periodo legate al ciclo del sole, con quelle di breve e medio periodo legate maggiormente al ciclo del carbonio?

Questo seminario è il primo passo per avviare una riflessione strutturata su queste problematiche e garantire la sostenibilità ma soprattutto la competitività dell’economia riminese nel breve, nel medio e anche nel lungo periodo.

PROGRAMMA (scarica il PDF, 217 Kb)

Apertura interventi da decidersi con il Sindaco

Mario Agostinelli – I cicli energetici: dal carbonio al sole: in un sistema distribuito dell’energia – presentazione di tutti gli aspetti che riguardano la filiera

Livio de Santoli – Verso l’autonomia energetica del territorio: dalle comunità del cibo alle comunità dell’energia. Un nuovo protagonismo per le PMI e gli enti locali.

Angelo Consoli – Una Europa Post-Carbon: dal contesto europeo a quello locale: Il patto dei Sindaci e i pilastri della Terza rivoluzione industriale:

Il primo pilastro: le FER

Leonida Bombace – Fotovoltaico, fonte di reddito e anche di integrazione sociale

Robert Niderkofler – L’eolico verticale. La “democratizzazione del vento (risorsa a disposizione di tutti.

Il secondo pilastro: le nuove costruzioni a energia positiva e gli interventi di sostenibilità su quelle esistenti

Angelo Consoli (L’integrazione delle tecnologie energetiche moderne nelle costruzioni)

Il terzo pilastro: l’idrogeno e l’accumulo dell’energia

Nicola Conenna (Presidente H2U) L’idrogeno come sistema di accumulo delle FER e come carburante. L’idrometano come transizione.

Il quarto pilastro: le smart grid

Prof Livio de Santoli: Il metodo di distribuzione intelligente per l’energia prodotta in modo distribuito

Discussione

Conclusioni e elaborazione di un documento finale “road map” per l’energia distribuita ne Comune di Rimini

– Il Sindaco di Rimini e Angelo Consoli Presidente CETRI

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29 ottobre: Convegno “Idee per un Piano energetico regionale”

Per chiudere con petrolio e nucleare, Piani Solari Regionali

Nel 1987, ad un anno da Cernobyl, il popolo italiano con tre Referendum ha detto molto chiaramente che non voleva più saperne del nucleare: furono chiuse sia le tre malandate centrali “sperimentali” di Trino Vercellese, Latina e Garigliano, sia la grande e recente centrale di Caorso (continuamente “fuori servizio” e già ferma dal 1986). Fu anche sospesa la costruzione dell’enorme centrale di Montalto di Castro, poi riconvertita a metano.

Ma non fu perseguita l’altra via alternativa ai combustibili fossili, le fonti rinnovabili. L’Italia aveva già una grande produzione idroelettrica, con grandi dighe a forte impatto ambientale. La penisola, inoltre, è un’area a grandissima potenzialità geotermica, costellata di vulcani e zone termali, purtroppo con le relative faglie a rischio sismico: a Larderello, in Toscana, lo sfruttamento secolare di questa fonte (non sempre in modo rispettoso dell’ambiente) ha fatto scuola a tutto il mondo, dall’Islanda al Nicaragua. Ma non si è investito in tutti gli altri settori delle rinnovabili: dal solare termico a quello elettrico, dall’energia marina (di correnti, onde, maree e gradiente salino) a quella del vento e degli scarti vegetali, nei giusti e rigorosi limiti del rispetto ambientale, faunistico epaesaggistico.

C’era (e c’è) ancora moltissimo da studiare e sperimentare; ma dobbiamo ricordare che già negli anni ’60 l’Italia era all’avanguardia mondiale nella tecnologia solare: basta ricordare le realizzazioni solari a concentrazione assolutamente all’avanguardia realizzate a S. Ilario, sulle colline di Genova, dal prof. Giovanni Francia, lasciate poi in abbandono. Così come eravamo all’avanguardia nell’edilizia bioclimatica e nella ricerca di un miglioramento dell’efficienza energetica. Molte occasioni sono state sprecate e troppo siamo rimasti in attesa di una pianificazione urbanistica orientata in senso energetico e ambientale. Nel frattempo, all’estero, si moltiplicavano gli esempi di comunità energetiche autosufficienti.

Per non parlare del solare termodinamico (centrali a specchi che concentrano luce e calore per far girare una turbina da parecchi MW), studiato già negli anni ’80 dal premio Nobel Carlo Rubbia, ma realizzato (e solo parzialmente, vedi Gaia n. 47 primavera 2011) a Priolo solo nel 2010, dopo che Rubbia se ne era andato a realizzarne una decina in Spagna. Dopo il Referendum del 12 giugno 2011 ci sono tutte le premesse per non ricadere nelle spire fossili di Enel, Eni, Edison ed Ansaldo. I ripetuti tentativi del governo del cav. (ministri Romano e Tremonti) di azzerare la filiera del solare con improvvisi cambi e tagli degli incentivi, hanno già creato pesanti contraccolpi al “miracolo solare” in corso in Italia dal 2009: solo nel 2010 sono stati installati e messi in produzione in Italia più di 5.000 MW di solare fotovoltaico, corrispondenti alla potenza di quasi tre delle centrali nucleari EPR che il governa voleva costruire con una spesa enorme e tra 10-15 anni…

Ma la reazione di produttori (decine di migliaia di nuovi occupati), utenti e opinione pubblica è stata fortissima e il quorum al Referendum ne è, in parte, un effetto. Ora è il momento di prendere in mano la situazione, fare proposte di ampio respiro, a livello regionale e realizzazioni serie nei Comuni. Perciò è fondamentale la Giornata di studio “Idee per un piano energetico regionale” che ZeroEnergy-Ecoistituto del Veneto e Comitati Riciclo totale-Rifiuti zero di Tv e Ve organizzano sabato 29 ottobre a Padova presso la sala congressi di Banca Etica. L’incontro è aperto a tutti, fino ad esaurimento dei posti, con precedenza a chi si prenota con fax all’Ecoistituto 041.935666 o mail micheleboato@tin.it

Programma

Zero Energy-Ecoistituto del Veneto e Comitati Riciclo Totale – Rifiuti Zero Convegno di studi

IDEE PER UN PIANO ENERGETICO REGIONALE

Risparmio, Efficienza, Rinnovabili

Padova – Sala Convegni Banca Etica

Via Tommaseo, 16 (100 metri da stazione FS)

ore 10 Apertura lavori, Saluti Comune Padova, Provincia Padova, Regione Coordina Michele Boato per le associazioni promotrici

Relazioni

10.15 Massimo Mazzer primo ricercatore CNR-IMEM – Parma

“Potenzialità attuali e a breve periodo delle rinnovabili in Italia”

10.45 Mario Agostinelli esperto Enea – Milano

“Per una uscita dolce dalle fonti energetiche fossili”

11.15 Gianni Tamino docente biologia Università di Padova

“Potenzialità e limiti delle biomasse energetiche”

12.00 Luca Fattambrini architetto coordinatore di ZeroEnergy

“Dati essenziali per un Piano energetico Veneto”

12.30 Michele Boato direttore Ecoistituto del Veneto

“Per un Piano basato su risparmio, efficienza e rinnovabili”

13.00 Gian Luca Pesce laurendo in Urbanistica a Venezia

“Sintesi dei Piani energetici di Lombardia, Emilia-Romagna e Friuli-V.G.”

13.30 – 15.00 Pausa pranzo

Interventi

15.00 Dirigente Banca Etica Come sostenere risparmio e rinnovabili

15.10 Giuseppe Rocco Il potenziale idroelettrico del Veneto

15.20 Gianluigi Salvador responsabile Energia WWF Veneto Altre rinnovabili 15.30 Maria Rosa Vittadini Università Venezia Mobilità ed energia

15.40 Andrea Grigoletto Fondazione Fenice, Padova

15.50 Carlo Cotogni amministratore del. X Group, Monselice

16.00 Nicola Baggio direttore Solon, Padova

16.10 Andrea Sacchetto Uff. Energia Provincia di Padova

16.20 Giampaolo Avrese Club Unesco

16.30 Dibattito

17.30 Conclusioni

Massimo Giorgetti Assessore all’Energia Regione Veneto

 

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