La narrazione ambientale deve cambiare passo

a cura di Andrea Fontana

Intervista al professor Paolo Pileri del Politecnico di Milano, editorialista per Altreconomia, Avvenire e Stampa.
“Bisogna uscire da un dialogo tra addetti ai lavori e abbandonare i toni catastrofisti. Con ambiente e sostenibilità si lavora, si fa società, si cresce, si mitigano le disuguaglianze e si migliora”.

L’autore del libro Cosa c’è sotto sostiene che la narrazione ambientale debba cambiare passo, acquistare ritmo e lanciare proposte. Un compito non facile anche alla luce del modesto interesse suscitato dall’enciclica di papa Francesco, Laudato sì che non è stata discussa neppure nelle scuole cattoliche. A guidarci devono essere la cultura e “l’onestà del dubbio”.

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Un commento su “La narrazione ambientale deve cambiare passo”

  1. Pileri è l’espressione dell’energia fossile che vuole ancora imprigionare con smog e comandare a Milano con Moratti e Parisi.Mi sembrano quelli della Repubblica fossile di Salo’ prima di morire.Ho inviato ad Arexpo un progetto Post Expo moderno,forse troppo innovativo detto Quantum Mi Labs che coniuga ambiente-energia con water energy-nexus.cioe’ una rete di acqua intelligente che fa energia.Il progetto mio del Post Expo è lo stesso da 5 anni,ma ho messo tante nuove tecnologie bioambientali ed ho fatto capire che al Post Expo ci vogliono 15 grattacieli verdi per 60.000 persone al misero costo di 450 milioni.Per Pileri è mission impossible perchè conosce male la progettazione digitale ed il 4.0 che mi fanno diminuire i costi anche del 500%.Pileri è antiquato difatti piace ai fossili Parisi-Moratti e a quelli di Regione che non conoscendo l’industria,vogliono che sia una fabbrica di eventi,feste ma non di industria digitale 4.0 e di energia digitale che Pileri si sogna perchè gli sfugge di cervello!

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